Ma dove viviamo?

Novembre 19, 2009

Mi sento preso in giro. Questo è sicuramente il primo motivo per cui non scrivo da mesi sul blog. Non è la sfiducia, non è lo scoramento, non è il senso di impotenza, non è l’assuefazione. Sensazioni che certo ogni tanto prendono piede, ma non è questa la ragione. Sono mesi che non scrivo perché sono allibito e schifato.

Il ddl sul processo breve supera ogni indignazione, va oltre l’immaginazione, oltrepassa ogni limite di sopportazione. Non solo la spudoratezza di presentare un disegno di legge così ignominioso ma altrettanto le reazioni, dalle primissime a quelle odierne. Non è accettabile un Casini che urla che si tratta di una porcata e allora consiglia un Lodo Alfano per via costituzionale. Non si possono sentire i magistrati e le varie forze di opposizione che urlano che il testo manda al macero centinaia di migliaia di processi, lasciando impunite altrettante migliaia di vittime. Si può sentire ancora meno un Alfano che oggi dichiara orgoglioso che i processi prescritti con questa eventuale legge sarebbero ad oggi un insignificante 1%!!!

Ma dove viviamo? Chiedo e richiedo nuovamente: ma dove viviamo? Ma che senso hanno simili dichiarazioni? Si tratta di una questione di numero? Quanti processi saltano? Quanti saranno gli impuniti? Quante saranno le vittime che non conosceranno giustizia? Ma davvero siamo a questo punto? Siamo diventati così dipendenti del padrone lascivo ed onnipotente?  Se è solo una questione di numero allora ha sempre avuto ragione Berlusconi, diamo l’impunità a lui soltanto, la percentuale di impunità sarebbe realmente insignificante. Diciamo da subito che lui è onnipotente, che non deve rendere conto alla legge, al parlamento e alle regole istituzionali. Diciamo da subito che ha ragione, lui è oltre la legge, al di sopra di ogni regola. Così siamo tutti più contenti, lo sappiamo e ci mettiamo il cuore in pace.

Chiariamo da subito la vera sostanza delle cose. Finché in Italia ci sarà la democrazia e la costituzione italiana, finché l’Italia sarà un paese libero, bene, fino ad allora tutti sono uguali davanti alla legge, tutti hanno pari diritti e pari dignità, senza alcuna distinzione. Tutti hanno il diritto inviolabile di ottenere giustizia. Perciò non esiste nemmeno l’ipotesi di una legge che sancisce che anche un solo cittadino non possa ottenere la giustizia che gli è dovuta. Fosse anche che il processo duri 100 anni!!! Da quando la giustizia è una cosa a tempo?  Una riforma sana e dotata di un minimo di buon senso dovrebbe accelerare i processi, radicalmente, visto che questo è un male reale della nostra nazione. Ma altresì non ci si può mettere nell’ipotesi di dare un tempo massimo al processo altrimenti i criminali saranno impuniti e le vittime lasciate al proprio ingiusto destino. Si dovrebbe invece stabilire che un processo che superi tempi irragionevoli dovrebbe risarcire la vittima anche in virtù della durata eccessiva del processo. Cioè dovrebbe essere l’esatto contrario di quel che si propone. Non si può proprio accettare nessuna forma di dialogo e comprensione a fronte di queste proposte di legge, sono la vergogna più grande per un essere umano in un paese civile (!!!) come il nostro. La giustizia non è una partita di calcio che dura novanta minuti, se uno mi ammazza o violenta la donna non posso sentirmi dire che il processo ormai va avanti da più di sei anni e che quindi il carnefice non subisce nessuna pena e io me ne rimango senza giustizia. Io voglio che il processo duri massimo un mese e con pena certa, ma se sono necessari anni o decenni, bene che si vada avanti, affinché il criminale venga condannato e paghi la sua pena. Non è accettabile tutto questo, non è nemmeno pensabile. E non sopporto che il popolo non si indigni e non si scagli contro questi signorucoli in parlamento che fanno moine al porco Berlusconi, che non accetta di essere processato per i crimini che ha commesso, che non accetta di essere giudicato e che per evitare un qualunque tipo di condanna trasforma questa nazione in un far west indegno, senza diritti e senza doveri, senza regole.


L’incapacità italiana di essere Nazione

Maggio 29, 2009

Berlusconi se ne va con le minorenni … in verità non me ne frega nulla … ma il fatto in sé è indegno di un primo ministro. Un comune cittadino con più di 72 anni che viene accusato di pedofilia finisce dietro le sbarre, inviso malamente anche dai carcerati!

Berlusconi ha corrotto Mills … ci sono prove che sono inoppugnabili, ovvero la confessione scritta di Mills stesso, un conto estero con il versamento di 600 mila dollari. Insomma che uno parli di ribaltamento della realtà può anche essere legittimo (io fossi il ladro negherei anche l’evidenza) ma che decine di milioni di cittadini ci credano è alquanto vomitevole.

La Lega ha fatto passare i decreti sulla sicurezza … respingimenti di immigrati come se si trattasse di patate o cereali, ma sono esseri umani, bambini, donne e anziani inclusi, violando i più normali diritti civili. Andare contro l’ONU, diventata anche lei di sinistra sovversiva, lascia di stucco. Con quale coraggio si può accusare i paesi arabi che non ascoltano l’ONU se siamo noi i primi a farlo?

La Lega propone vagoni della metro esclusivamente per i milanesi … come si fa a dire che questo non è razzismo e xenofobia di stato non riesco proprio a capirlo

In Sardegna Cappellacci ha disintegrato l’isola in meno di due mesi, con la chicca finale del G8 rubato in favore di un Abruzzo disperato che di tutto ha bisogno tranne che della passarella del G8.

Sempre la giunta Cappellacci ha fatto passare la legge che le spiagge sarde possono essere privatizzate. Avremo il ricco magnate russo o italiano o di qualunque altro posto che si godrà un paradiso mondiale e gli altri ne saranno esclusi, a partire dai sardi stessi, cacciati dalla propria terra.

I quotidiani italiani sono tutti di sinistra, a partire da Repubblica (ovviamente), che pongono quesiti precisi a Berlusconi sulla questione Noemi. Domande semplici che richiedono risposta. Il premier non risponde e parla di tentativo indegno di sovversione ed eversione. 

Tutti i quotidiani stranieri pretendono le stesse risposte da Berlusconi. Lui non risponde, c’è l’indegno tentativo di sovvertire la sua leadership … e non risponde perchè le domande sono illegittime in quanto tendenziose di sinistra per farlo cadere e non per il diritto di conoscere la realtà dei fatti. La realtà è un’altra, perciò lui si fa le domande e lui si risponde. Fa tutto da solo.

Lo fischiano sonoramente e gli applausi sono pochi e timidi. La maggior parte del pubblico è fredda, diciamo sbogottita. Lui sbraiata che chi fischia non conta niente, pochi facinorosi senza arte né parte. Conta solo lui

Franceschini ne azzecca finalmente una: voi affidereste i vostri figli ad un uomo di 70 anni che va con le minorenni. Apriti cielo! Non voleva offendere e fa retromarcia. Che razza di minchione.

Di Pietro non raggiunge le firme per sfiduciare il presidente del consiglio. Sintomo che la classe politica è asservita al potere di chi sta in alto e non ha nemmeno le palle piccole di reagire ai fatti più indegni.

A Napoli la mondezza ha ripreso ad essere la stessa di prima dell’elezione di questo governo di Berlusconi. Napoli pulita è stato il suo più grande successo … ottenuto con la forza e l’arroganza militare, ma è tutto come prima, solo che le tv non fanno vedere niente. Ma le tv sono tutte in mano alla sinistra.

Le scuole boccheggiano, anzi stanno morendo con veloce e sconcertante agonia. Non è colpa dei tagli Tremonti/Gelmini ma dell’incapacità delle amministrazioni di utilizzare il denaro per le spese correnti. Ovviamente.

Brunetta offende tutto e tutti, solo fannulloni rubasoldi, lui è l’unico che lavora e che porta innovazione … come l’informatica nella pubblica amministrazione, dimentico che Soru l’ha realizzata in pochi mesi appena si insediò governatore della Sardegna già diversi anni fa.

L’opposizione è ridicola oltre ogni limite, si aggrappa a se stessa nella speranza di mantenere le sue quattro poltrone di benessere.

Ci sono le elezioni europee tra una settimana e io non ho sentito un solo straccio di programma da nessun partito, niente da nessuno. Nemmeno uno slogan, niente di di niente. Danno fastidio i propositi ed i programmi … di cosa si dovrebbe parlare dopotutto? L’Europa, grazie alla cecità e all’egoismo predone di questi signori, ha potuto far passare leggi di favore per la Germania e altri stati membri per produrre vini che non contenuta un solo chicco d’uva, aranciate senza una goccia di arancia e così via. L’Italia non è interessata all’Europa e soprattutto non è interessata a tutelare se stessa e gli interessi della aziende che la tengono in piedi.

Ora che cosa sgomenta più di tutto quanto? L’italiano, incapace di dimostrarsi Nazione, incapace di reagire, incapace di mostrare un briciolo di dignità e amor proprio, arreso, schiavo, incapace di vedere come valori fondanti della società la legalità, l’onestà, il sacrificio, l’amore di sé e del prossimo, la solidarietà, l’uguaglianza.

 


Quesito G8 e informazione

Aprile 26, 2009

Butto un quesito idiota.

Ma se elezioni regionali in Sardegna fossero state ad agosto 2009 pensate che il G8 sarebbe stato spostato da La Maddalena a L’Aquila?

Pensate che si sarebbero tutti spesi in panegirici del cazzo come la solidarietà, costi altissimi, mancata sicurezza?

Questo ladro ha creato in Sardegna un terremoto economico, sociale, territoriale spaventoso. In cinque minuti! Un ladro doppio, perchè come al solito si è preso soldi non dello Stato Italiano ma destinati alla Sardegna, di proprietà della Regione. Soldi FAS. E nessuno scrive niente nei giornali (tranne l’Unità) e nessuna tv parla del disastro combinato. Certo però che l’informazione è libera come mai in precedenza (almeno così dicono direttori ed ex-direttori, da Mentana a Belpietro, da Mieli Giordano). Che brutta gente!


La censura ora è necessaria. In gioco c’è tutto … il potere assoluto o il crollo!

Aprile 15, 2009
Cominciamo con lo stato della (dis)informazione italiana:
  • Vauro sospeso da Rai2
  • Santoro costretto alla realizzazione di una puntata riparatrice
  • Maroni furibondo contro Crozza
  • Governo stupefatto con Sky che manda in onda “Shooting Silvio”
  • Vespa offensivo contro Santoro, che lui leccaculo non può permettersi di fare programmi così contro-governo. 

Quando si arriva a questo, cioè quando la satira e l’informazione non in linea con il governo in carica vengono mutilati, repressi, soggiogati, ecco abbiamo la censura di stato. Se c’è censura di stato significa anche un’altra cosa, conseguente ma ancora più importante: chi sta al potere avverte l’insofferenza del popolo nei suoi confronti, perciò ne soffoca i sentimenti per mantenere il controllo sugli animi (almeno questo è sempre l’intento). Perchè se il popolo capisce pubblicamente che l’insofferenza è globale allora si scatena e chi sta al potere cade rovinosamente ed in fretta.

Siamo oltre il limite del tollerabile e la tragedia abruzzese mette molta luce sul modus operandi dell’Italia contemporanea.

Sinteticamente abbiamo questo:

  • centinaia di morti, di sfollati e di case distrutte in Abruzzo non a causa del terremoto ma a causa delle malefatte governative a tutti i livelli (nazionale, regionale, provinciale e comunale).
  • abbiamo centinaia di morti anche perchè le istituzioni e la Protezione Civile sono stati perlomeno molto imprudenti nella gestione precedente al crollo delle case. Hanno predicato tranquillità e sogni sereni, che non ci stavano pericoli, poi tutto è venuto giù. Che dopo la Protezione Civile sia stata una macchina perfetta (per quanto sia umanamente possibile) è tutta un’altra questione. Anzi sorge anche il dubbio che nei quartieri alti ci sia la sistematica volontà di creare le emergenze per gestirle poi con grande efficienza industriale. Voglio dire … l’emergenza è sempre un grande affare. Economico e di consenso politico (tanto a destra quanto a sinistra). Serve anche a nascondere mediaticamente le cause conniventi che hanno portato al dramma della tragedia. Napoli e la sua monnezza ne sono un esempio lampante. Capoterra ed Orosei invece sono un caso di italiani di serie B, dove Berlusconi non ha nemmeno messo piede e non un solo centesimo di euro. Hanno pagato subito la regione ed i comuni. Il dittatore nano è venuto dopo, a chiedere voti e promettere prese per il culo realizzate in modo scientifico.
  • La politica in tutta questa faccenda ci sta prendendo per il culo in modo sproporzionato. Adesso mettono nuove tasse per la ricostruzione dell’Aquila (e forse dei paesi circostanti). Tutti paghiamo gli errori della politica con i soldi nostri e con il sangue e la disperazione di migliaia di innocenti. Non bastano gli italiani volontari presenti sul territorio, non bastano le beneficienze in beni materiali, non bastano le raccolte fatte dalle testate giornalistiche. No nuove tasse per tutti.
  • Non finisce qui. Per ricostruire ci saranno appalti e fette politiche da spartire. Con i soldi nostri. In periodo di recessione e crisi economica senza precedenti. Hanno già stimato che ci vorranno 12 miliardi di euro.
  • Non è ancora finita. La lega ha ottenuto che il referendum non venga accorpato alle elezioni europee e nemmeno all’eventuale ballottaggio. Perciò anche quei soldi (che siano 170 milioni o 400) andranno alla politica e non al cittadino o agli abruzzesi.

Ora voi ditemi che governo è questo? Un governo di destra liberale? Un governo che non mette nuove tasse e anzi ne toglie di esistenti? O che la lega sta promuovendo sviluppi innovativi per i territori in chiave federalista?

Perciò abbiamo:

  • Censura di stampo putiniano e comunista (sulla tv pubblica, sulla tv privata, sui giornali)
  • Nuove tasse
  • Nuovi intrallazzi economici per riempirsi le tasche sul sangue degli italiani
  • Nuovi sprechi alla luce del sole.
  • L’evidenza intollerabile e disgustosa di come l’Italia sia in mano a faccendieri predoni senza scrupoli, dove il disonesto ha privilegi e vantaggi e l’onesto soccombe. L’evidenza che il malaffare controlla tutta la popolazione e ne decide vita e morte per farsi ricco e potente. Lo squarcio doloroso di luce che dice apertamente che per il cittadino non esiste un futuro, una possibilità di giustizia e di uguaglianza. La manifestazione piena che ci vengono raccontate storielle belle di un paese libero e democratico, ma che si tratta di parole svuotate e appiccicate nelle nostre tv come pubblicità invasive di merce dal contenuto scadente.

Ovvio … a questo punto la censura è assolutamente necessaria.

La tragedia dell’Abruzzo arriva in un momento molto delicato. Si tratta di uno di quegli eventi che, se sono gestiti bene, ti permettono di assumere un potere totale della Nazione (di mussoliniana memoria) o, se sfugge il controllo dell’informazione, ti distrugge in meno di un mese. Un momento storico decisivo, le cui conseguenze possono essere devastanti o di trionfo senza precedenti.

La censura quindi è indispensabile. In gioco c’è tutto … o il potere assoluto o il crollo fulmineo.


Il diritto di Santoro di fare informazione

Aprile 13, 2009

Bisogna che la popolazione si chieda se in un paese democratico il governo può attaccare una trasmissione tv e tacciarla come indecente perchè si dimostra una voce fuori dal coro, che mette in luce prospettive diverse da quelle che piacciono alla visione di stato.

Non entro nel merito di condividere o meno le tesi della trasmissione, qualcuno può condividere e altri possono non condividere. Ma diviene necessario chiedersi perchè alcune verità che Annozero ha validamente esposto devono invece rimanere nascoste, non si devono sapere. Diviene necessario anche perchè i contenuti della trasmissione hanno il solo dovere di non essere diffamatori, cioè di raccontare e costruire il falso. Se questo non avviene allora il gridare allo scandalo e alla speculazione politica sulla morte delle persone è almeno grottesco.

Si dimostra ancora più grottesco perchè alte cariche dello Stato (il premier Berlusconi, il presidente della Camera Fini e Gasparri) si sentono in dovere di demonizzare Santoro, Travaglio e Annozero ma non trovano niente da ridire per l’entusiasmo in diretta di Rai1 che annunciava ascolti record grazie alla tragedia. Non hanno sentito il dovere di considerare ciò come qualcosa di offensivo nei confronti del popolo italiano e soprattutti dei morti e degli sfollati.

Qual’è la colpa di Annozero che permette ai potenti di definirlo indecente?

Bisogna che a fronte di accuse tanto infamanti e forti, il popolo si chieda riguardo a quali contenuti si forma questo giudizio di indecenza e speculazione. Il popolo di internet ha la possibilità di andare su annozero.rai.it e seguire tutta la trasmissione, ascoltarla e riascoltarla infinite volte, di modo da farsi un giudizio personale.

Quindi uno vede la trasmissione e scopre che Travaglio enuncia un oceano di inchieste, avvisi di garanzia, indagini, condanne sull’imprenditoria edile in Italia, di mazzette e malaffare; scopre cosa c’è dietro il nome Impregilo, quali maestri burattinai maneggiano i fili del gioco. A qualche spettatore potrebbe sorgere il dubbio che la politica sia immersa mani e piedi nelle ragioni della tragedia abruzzese e in altri disastri passati; scopre che il Ponte dello Stretto si annuncia come un altro procurato disastro umano e sociale, ma anche un grandissimo affare per i pochi, i soliti pochi.

La trasmissione va avanti e abbiamo ospite una giovane che alloggiava nella casa dello studente, la quale era preoccupata delle continue scosse, che si è informata, che non si è mai capacitata del silenzio colpevole delle amministrazioni. Insomma questa giovane ha avuto paura, ha sentito che un disastro poteva essere vicino, è scappata con qualche giorno di anticipo.

La trasmissione perciò va avanti su questa linea, con De Magistris che illustra come funzionano i giochi d’impresa di grande interesse economico. Poi si attacca il modo in cui ha operato la Croce Rossa Italiana, ecc ecc. (ma forse sarebbe il caso di leggersi qualche libro di Gino Strada di come si comporta e di come è strutturata la CRI nei luoghi di guerra, ma sia mai i libri li legge quasi nessuno e questo in tv non si viene a sapere – non si racconta di come Emergency operi in mezzo ai territori non protetti di guerra mentre la CRI opera protetta e solo con alcuni bisognosi. Non si racconta di come Emergency sia rispettata dai militari di guerra afgani, iracheni, americani, inglesi, talebani e chi vi pare a voi mentre la CRI è appoggiata solo dall’ONU).

Per farla breve ne viene fuori una trasmissione che denuncia colpe e silenzi, sui quali il cittadino italiano ha il diritto di interrogarsi e chiedere anche delle risposte. Questo non nega la tragedia, la solidarietà umana e sociale con gli abruzzesi, non nega gli aiuti e la macchina organizzativa a favore della regione e dei suoi abitanti. La trasmissione si interroga sul perchè questo è successo e perchè ci si trova a dover fronteggiare questa drammatica emergenza. Insomma le risposte di Annozero sono diverse da quelle che ci offre quotidianamente Berlusconi con la sua onnipresenza a l’Aquila (“i magistrati indaghino ma non c’è dolo”, “io non guardo al passato ma penso al futuro”, “il terremoto non poteva essere previsto”). C’è una voce dominante che viene sconfessata, probabilmente perchè troppo sconveniente. La cosa ci sta anche, ognuno fa il proprio lavoro, ma non si può accusare l’informazione se presenta verità differenti da quelle passate dal governo.

Un paese è democratico e libero se esiste una sola voce imposta o se esistono diverse letture dei fatti? Un cittadino vive in un paese democratico se gli raccontano verità scomode e magari dolorose o se queste gli vengono nascoste?

Che cosa è indecente in Annozero? La volontà di conoscere le cause di questa tragedia e informare il cittadino? Cosa è indecente in Annozero? Vorrei che i potenti dello Stato avessero il coraggio di dire cosa è indecente, non dire “Annozero specula sui centinaia di morti” quanto piuttosto avessero il coraggio di dire nei contenuti cosa è stato indecente. Non lo fanno perchè i fatti sarebbero lì a smentirli.

Mi terrorizza e mi fa rabbrividire questa tendenza tutta italiana di giudicare personaggi, articoli e trasmissioni. Risulta sufficiente che un esponente di governo urli l’indecenza di un giornalista scomodo affinché una buona fetta di italiani si inalberi giudicando tal personaggio come indegno e la sua trasmissione come faziosa, inguardabile e falsa.

La polemica è enorme, ma nessuno che faccia sapere i contenuti reali della polemica, i fatti sono cancellati, messi da parte, sono scomodi, devono rimanere solo i giudizi, di berlusconi, di fini, di gasparri, di donadi, di dipietro. Così il cittadino parteggerà per chi più gli aggrada e non certo per il merito dei contenuti.

A me “Porta a Porta” di Vespa fa schifo e anche “Matrix”e un mare di altre trasmissioni mi risultano detestabili, ma non mi sogno una virgola di volerle chiuse. Voglio però che le trasmissioni non raccontino il falso e lo spaccino per vero ed incontestabile. C’è in Italia una voglia, un desiderio, un’azione costante di creare un’informazione popolare di stampo putiniano, di regime.


Il vizio italiano di procurare tragedie

Aprile 7, 2009

Franco Barbieri (presidente onorario commissione grandi rischi) non crede che un terremoto possa essere prevedibile, ma sostiene con forza empirica ed intellettuale che in California un terremoto come quello in Abruzzo non avrebbe provocato nemmeno un morto.

Oggi, mentre viaggiavo a far consegne di lavoro, parlavo con il mio collega rumeno, chiedendogli se da loro ci sono i terremoti. Bene lui mi dice che anche la Romania è fortemente sismica e che nel 1974 ci furono migliaia di morti a Bucarest, a causa di un terribile terremoto. Da lì serie serie di costruzioni anti-sismiche che garantiscono la tenuta delle strutture fino a 9 gradi scala richter. Insomma capisco che anche in Romania non sarebbe morta una sola persona, non sarebbe caduta una sola mattonella. A quanto pare anche in Giappone la situazione è analoga.

Ora se una terribile tragedia come quella che si sta vivendo in Abruzzo succedeva a casa mia, in Sardegna, a rischio terremoti tendente allo zero, al dolore atroce ed immenso si sarebbe potuta aggiungere anche la comprensione dell’ineluttabile ed ineffabile. La cosa non sarebbe stata prevedibile né si sarebbe potuto accusare qualcuno o qualcosa di mancata attività di prevenzione. Ma che le case, le scuole, gli ospedali, i palazzi pubblici, le case nuove dell’Aquila e dei paesi vicini siano crollate come sabbia sciolta dalla pioggia non è francamente comprensibile ed accettabile.

Non riesco a capire tutte le belle parole che stanno spendendo nel dire che tutti sono molto uniti e che non fanno inutili e sterili polemiche. Non riesco ad accettare questo modo di mettere le cose. Condivido certo che la preoccupazione attuale, nell’emergenza, sia quella di far funzionare al meglio la macchina degli aiuti, ma non accetto che contestualmente non si cominci a mettere dei punti interrogativi grandi almeno quanto la tragedia sul perché in Italia ci troviamo in una situazione tanto fragile e grave.

Sono consapevole di un fatto importante. La politica, tutta, da sinistra a destra, è compatta e non fa polemiche perché sa bene di essere tutta equamente, pesantemente, colpevole delle conseguenze drammatiche di questo catastrofico evento naturale. Ci sono almeno cinquanta anni di governi che hanno disatteso promesse e progetti, che hanno messo in atto una realizzazione della cosa pubblica dove è contato molto di più il tornaconto personale della cura e tutela dei propri cittadini. C’è il patto scellerato della politica con un certa schiera di industriali e manager senza scrupoli. Il sistema noto delle mazzette tutto italiano, schifosamente italiano, che fa si che un’opera italiana costi sempre tre volte tanto da quello che dovrebbe essere il suo reale costo e dove, contemporaneamente, la qualità dell’opera realizzata è tre volte meno dai risultati attesi e dovuti.

Si potrebbero fare una marea di esempi tragici, più o meno enormi, devastanti, dal Vajont alla Valtellina, dal Molise alla Campania, dalla Sicilia al Friuli, ai giorni attuali, la Sardegna e ora l’Abruzzo. Ogni volta, sempre dopo la tragedia, sempre nel pieno dell’emozione e dell’alta tensione del momento, a sentir dire i diversi governi che la cosa non si sarebbe più ripetuta, che le cose ora si sarebbero fatte come si deve, rincuorando così la popolazione, aspettando sapientemente che il fatto finisse nel dimenticatoio e riprendere in fretta il vecchio modo di fare politica ed affari, tanto mica si ripresenterà in fretta una nuova tragedia.

E così in Italia si lottizzano le paludi dove le prime alluvioni serie si portano via le case e le vite, si costruiscono ponti insostenibili che al primo colpo di vento forte cadono come un domino di bambino, si costruiscono dighe enormi perché convenienti economicamente per pochi, si erigono case di frolla in terre tremolanti classificate come pericolo massimo di terremoto. Così vincono appalti gli amici e le mazzette, così ci sono depositati documenti che certificano il falso, come un ospedale all’avanguardia e antisismico al top, così terreni paludosi sono classificati e condonati come agibili perché conviene costruire villette davanti al mare meraviglioso della Sardegna. Ci si guadagna moltissimi soldi con le villette al mare, che sono richieste dai ricchi, che la popolazione gongola perché questo promette lavoro, indotto, economia che vola. Tutti felici e contenti, fino alla prossima tragedia.

Ecco, così si muore, così dobbiamo vivere l’ennesima tragedia insopportabile, tutta italiana.

Non sopporto che per l’ennesima infinita volta tutto finirà senza colpevoli, senza condanne, che morte e devastazione non conosceranno un minimo di giustizia, un minimo di cambiamento reale, un passo concreto verso un futuro migliore. Tutto va bene, tutti dobbiamo lodare l’eroico italiano, che si riscopre stranamente di sentimento nazionale (in tempi di leghismo imperante) e dona tutto se stesso per aiutare i fratelli in difficoltà. Pronti ad essere fregati un’altra volta, pronti a chiuderla a tarallucci e vino.


Tragedia terremoto in Abruzzo. Polemizzo eccome!

Aprile 6, 2009

Intendiamoci. La tragedia è enorme, devastante. Perciò la mia solidarietà umana è totale, la compartecipazione è piena. Bene. Su questo ci metto sopra una montagna solida. Ci mancherebbe altro.

Detto questo, ho tanto da polemizzare.

  1. Mentre stamattina presto viaggiavo in camion a far consegne di farina, sentivo i radiogiornali in continuazione, sentivo le telefonate, i cittadini che si mettevano a disposizione totale, chi offrendo la propria casa come alloggio, chi mettendo a disposizione abiti, cibo, sangue, le proprie mani per cucinare o scavare tra le macerie e via dicendo. Tutto bellissimo ed encomiabile. Tutto assolutamente condivisibile, infatti condivido. Però perchè questo essere insieme, questo essere collettività civile succede solo al verificarsi della tragedia? E tutti gli altri giorni dell’anno? Ognuno, nel proprio egoismo, a scannarsi con l’altro a fregargli la clientela, al pensare individuale e dimenticarsi del fronte e del bisogno comune. Mi pare ipocrita scoprirsi solidali solo nel momento della tragedia massimo. E tutti gli altri momenti, tutti i giorni, tutti gli anni?
  2. Aiutare chi subisce una simile tragedia è il minimo. Ci sono centinaia di vittime e migliaia di feriti. Ci sono paesi e città disintegrate. Essere loro vicini e offrire loro aiuto è assolutamente bello ed immensamente umano. Ma perchè per tutti gli immigrati che muoiono sulle zattere a centinaia non si prova lo stesso sentimento? O quelli a che arrivano nascosti tra gli assi un articolato, o imboscati in qualche cella frigo, o a piedi scappando da guerre, devastazioni, fame e disperazione? Forse loro non sono umani che meritano la stessa solidarietà, gli stessi aiuti, la stessa compartecipazione? Invece per gli immigrati ci sono sputi, ghetti-lager, vergogna e disprezzo. Ne sono morti e ne muoiono a migliaia. Come classifichiamo gli essere umani? Ci sono quelli di serie A e quelli di serie B o addirittura di nessuna serie? I nostri fratelli italiani meritano tutto ma i nostri fratelli immigrati meritano morte, disinteresse e sfacciato disprezzo? Forse è la condizione sociale di una popolazione a definire la classe umana che merita solidarietà?
  3. L’informazione è arrivata ad essere di un disgusto persistente ed insopportabile. Tra tempo passato sul camion o a vedere i tg in tv o a leggere le notizie su internet, sento sempre la stessa cantilena di governo. La tragedia non era prevedibile, Bertolaso è un eroe che sta facendo funzionare la macchina della Protezione Civile in modo straordinario. Se non fosse per internet non avrei mai saputo che c’è un tale che si chiama Giuliani che aveva previsto tutto, che aveva dato l’allarme, che è sotto inchiesta della magistratura perché Bertolaso gli ha tuonato contro che è un imbecille che diffonde inutile panico tra la gente. Sulle tv e sulle radio si succedono dichiarazioni di esperti che appoggiano la tesi di governo e di Bertolaso: la tragedia non era prevedibile. Un pesantissimo indottrinamento popolare ad opera dello Stato. Poi leggi le notizie su ogni quotidiano online (mica solo uno, ma il Corriere, la Repubblica, la Stampa, l’Unità, BlitzQuotidiano) e scopri che le scosse sono presenti con una certa consistenza da una settimana, che la gente chiedeva se tutto era a posto e governo e regione tranquillizzavano. State tranquilli, non è niente, tutto a posto. Tutto a posto.

No no no no no. Non si può accettare tutto questo, non possono non saltare le teste adesso. Non si può stare in silenzio, fare finta di niente. Certo il terremoto ci sarebbe stato uguale, certo le città ed i paesi ne sarebbero usciti disintegrati comunque. Ma quante vite si sarebbero salvate? Quante centinaia di morti si sarebbero evitati? Certo la ricerca è presa con sufficienza e scherno al giorno d’oggi. Viene drasticamente tagliata, perchè è solo e soltanto presa di potere di baroni universitari, questo hanno cercato di indottrinare nella popolazione in tutti questi mesi, certo questi scienziati, questi ricercatori sono tutti pazzi paranoici. Sono degli imbecilli. L’inadeguatezza della mancanza di cultura e di preparazione intellettuale ci contraddistingue anche in questo, a livello governativo nazionale-regionale-provinciale-comunale, con risultati purtroppo tragici e drammatici.

Polemizzo e m’incazzo, altroché.

Forza Abruzzo, forza … vi sono tristemente e dolorosamente vicino, senza nessuna ipocrisia.


Non mi unisco alla protesta, meritate di raccogliere il frutto delle vostre scelte

Marzo 28, 2009

Non protesto, non mi unisco al coro rabbioso, non mi affanno a pretendere che si mantengano promesse che erano palesemente presa in giro.

A Capoterra sono arrabbiato con Cappellacci ed il Governo Berlusconi perché hanno fatto promesse che sono già disattese.

I dipendenti di Euralluminia sono furiosi e disperati perchè avevano ceduto al ricatto di promesse elettorali e di fantomatiche telefonate tra Berlusconi e Putin, mentre l’azienda è chiusa e tutti a casa senza lavoro

Ad Olbia e dintorni sono tutti furiosi perchè non ci sarà l’Olbia-Sassari promessa, stanziata da giunta Soru, firmata dal governo in agosto 2008, tolta in pre-elezioni poi promessa con il ricatto del “votami e ti faccio le strade promesse” e … ovviammente … ora definitivamente cassata.

Il sindaco di Tempio c’è l’ha con Cappellacci perchè non mantiene le promesse e ce l’ha con Olbia e dintorni perchè non conta solo l’Olbia-Sassari ma anche le altre strade promesse (tipo l’Olbia-Tempio e  nessuno protesta e nessuno ne parla)

Nel Nord-Sardegna sono tutti furibondi perchè la giunta regionale si è dimenticata completamente del centro-nord della Sardegna, pare esistere solo Cagliari ed hinterland

Gli eletti UDC sono furiosi perchè sono stati determinanti per la schiacciante vittoria elettorale e Cappellacci li ha ridimensionati brutalmente in giunta mettendone solo un esponente del Sud-Sardegna

I cittadini del Sulcis sono furiosi con i sardi di Olbia che il loro posto di lavoro è più importante di una strada di Olbia e della costa che ha sempre tutti i privilegi per i ricchi

E si può continuare con una lista già ora, dopo poche settimane, lunghissima.

Tutti sono contro tutti

Tutti ad urlare 

Tutti a schiumare rabbia e diritti

Tutti a chiedere compassione – umiliati – a personaggi nefasti e senza scrupoli, indolenti

Non protesto, non mi unisco a tutto questo, ve lo potete scordare. Prima delle elezioni mi sono sgolato, ho parlato con tutti quelli che conosco e spero anche oltre, attraverso il blog, dicendo chiaramente ed apertamente che si stava andando incontro ad un disastro annunciato, che tutte le promesse si sarebbero sciolte in pochi giorni. Ho provato in tutti i modi a dire la mia. Una caterva di persone a rispondere “ma la sinistra cosa ha fatto? Sono i soliti vecchi politici logori che puntano alla poltrona, preoccupati di conservare la loro fetta di potere secondo le vecchie logiche della politica.” Numerosi a dire “Soru ha bloccato il lavoro ovunque, ha ucciso l’isola.” Numerosi a dire “Soru è un dittatore che ha fatto cadere il governo della regione per fare fuori i dissidenti di partito, invece di cercare il dialogo e trovare un accordo democratico”. Numerosi rancorosi, con un male crescente dentro di sé, contro Soru e contro la sinistra. Il male è stato identificato: Soru!

Niente … solo odio a priori verso Soru, origine di ogni male, anche adesso, nonostante tutte le promesse mancate, nonostante l’umiliazione cercata di propria mano.

Almeno 500.000 (cinquecentomila) sardi volevano fare male a Soru e invece hanno fatto un male indicibile a se stessi e, globalmente, a 1.500.000 (un milione e mezzo) di sardi.

E se nemmeno queste evidenze, se nemmeno queste promesse dei predoni venuti da fuori, non sconosciuti ma ahimé ben noti colonizzatori megalomani, non servono a capire allora tutto questo è meritato, significa che si è persa la dignità della propria integrità ed autonomia umana, venduti al soldo facile paventato dal riccone che promette la caramellina.

Dov’è finito l’orgoglio e l’intelligenza di colui che dice “sarò povero ma nessuno può avere la sfacciata arroganza di trattarmi da mendicante, perché io non ho rubato niente a nessuno. Non accetto che qualcuno venga ben vestito e con le tasche piene di soldi e si permetta di umiliarmi come se fossi un ladro con la peste che deve baciargli i piedi per ottenere una sua caritatevole carezza. Se viene da me a chiedermi qualcosa significa che io possiedo qualcosa che lui desidera e che allora se la contratti alla pari e che venga riconosciuto a me quello che è dovuto, altrimenti se ne vada immediatamente e non si permetta mai più di trattarmi da pezzente, a cercare un leccaculo vada da un’altra parte, non gli regalo il mio oro, ma me lo paghi a caro prezzo.”

E non si venga  a dire che questo è un manifesto di sardità superiore a tutto e tutti, che lo straniero è il male ed il sardo il bene. Sto parlando di integrità ed autonomia della persona, di difesa della propria dignità e dei propri valori, della propria storia e del rispetto che è dovuto. A mio avviso, innovazione, evoluzione, crescita e sviluppo si possono avere solo con l’apertura totale verso l’altro (vicino di casa o straniero poco conta) purché tale apertura sia reciproca e purché non ci sia una delle parti che pretenda di essere superiore verso l’altra e di soverchiarla. Qui sta il segreto: accogliere l’altro da sé e nella stessa misura essere accolti.

Non protesto, che si impari la lezione piuttosto e quando sarà il momento, ci si ricordi di quello che si è ricevuto. Si è dato tutto e si è preso niente. Che rimanga impresso nella memoria, marchiato a fuoco sulla pelle viva.

Io sono a posto con me stesso e so che di non meritare tutto questo, so di non avere accettato il ricatto, so di meritare il rispetto e di dover essere trattato alla pari, perché la statura (la cifra) di un essere umana non la si misura con l’altezza fisica né con il conto in banca.


Perchè mi sento offeso

Febbraio 18, 2009

“Affideresti mai la tua amata figlia ad uno stupratore pedofilo?”
“No, ovvio che no!”
“Ma allora per quale assurda ragione hai dato la Sardegna a Berlusconi?”

“Faresti mai minstro degli interni Totò Riina?”
“No, assolutamente no!”
“Ma allora perché hai dato l’Italia a Berlusconi?”

“Daresti la gestione del tuo patrimonio ad Arsenio Lupin?”
“No e poi no!”
“Ma allora per quale incredibile ragione hai consegnato il tuo destino a Berlusconi?”


Berlusconi vince, l’italiano perde tutto.

Febbraio 18, 2009

Bisogna capire perchè mezzo milione di sardi ha votato per Berlusconi e Cappellacci.

Non si può sostenere che 500 mila persone sono cerebrolese o mancanti di cultura e di intelligenza  o, ancora, carenti di dignità  e di rispetto. Non ha senso ragionare così, si diventa autoreferenziali e autodistruttivi. Sembrerebbe un comportamento da sinistra estrema che si crogiola nell’ideologia antica del comunismo, si piace e si specchia, ma vive in una realtà parallela, scollegata da quella vera di tutti i giorni.

Bisogna chiedersi come mai tanta gente, in Sardegna, ha deciso di votare Cappellacci senza averlo mai sentito parlare, se non dopo la vittoria elettorale! Diventa necessario interrogarsi sul perchè esista una popolazione tanto numerosa che affida il mandato a Berlusconi. Di questi 500 mila almeno 499 mila sanno benissimo chi e cosa è Berlusconi. Lo sanno che è colpevole nel processo Mills, lo sanno che si è reso impunito con il lodo Alfano, sanno bene che ha il controllo delle Tv e dei Quotidiani. Lo sanno eccome che pensa ai fatti suoi. Pensare che non l’abbiano capito è da stupidi. Eppure lo votano. Perchè? Forse credono alle sue promesse elettorali? Direi proprio di no. Forse credono che pensando a se stesso di conseguenza ne beneficeranno anche loro? Non credo nemmeno questo.

Berlusconi fa palesemente schifo anche a molti suoi elettori. Ecco l’ho detto. Sembrerà incredibile, ma questa è una verità da tenere sempre a mente. Eppure lo votano. Perchè? In 15 anni e più che sta in politica ha mai fatto veramente qualcosa di positivo per il paese Italia? Un’azione o una legge che sia stata davvero il bene collettivo per l’Italia? Pensateci bene, l’ha fatta? NO! Eppure lo votano. Perchè?

Forse allora che siano amati i suoi uomini di governo? Si pensi ad un Gasparri o ad un Alfano qualsiasi. Se scendessero in campo con la possibilità di esprimere delle preferenze, pensate che sarebbero eletti se non caldeggiati da Berlusconi? No, sarebbero cancellati. Eppure lo votano.

Contro Berlusconi dovrebbe vincere anche un mozzicone di sigaretta gettato per strada. Ogni altra soluzione dovrebbe essere migliore di Berlusconi. Invece lui vince e stravince. Perchè?

C’è una risposta drammatica che rende comprensibile questo dilemma che pare insolubile. Una risposta che fa male ma che bisogna necessariamente accettare, punto cruciale da cui partire per pensare seriamente a costruire alternative valide, un nuovo progetto per oggi e per domani. Il cittadino italiano è disperato e, in quanto tale, individualista, egoista, ridotto a belva incattivita, come lo sfiori ti sbrana.

Per capire il problema bisogna partire dall’opposizione, di quando l’opposizione è stata al governo. E partire dalla condizione del cittadino italiano. E mettere insieme le due cose.

Ci si ricorda dell’inizio dell’ultimo governo Prodi? Si urlava la necessità delle liberalizzazioni. Cosa che Bersani mise in atto. Un inferno. Blocco dei taxi e caos totale. Il carburante nei supermercati. Altro grande inferno. La sostanza è semplice e triste. In campagna elettorale tutti chiedevano le liberalizzazioni per rilanciare l’economia e togliere un poco di potere alle lobby. Il problema è quando toccano la categoria a cui appartieni. Tocca gli altri, non me. Infatti Berlusconi e la Lega hanno ben visto di toccare gli stranieri, sono senza difese e senza rappresentanza. Oppure i dipendenti pubblici, altra categoria che ha perso voce e rappresentanza, in quanto i sindacati pensano a se stessi, autoreferenziali e corporazione a difesa del proprio status.

Altro tasto dolentissimo è la lotta all’evasione fiscale, vera goccia che ha fatto traboccare il vaso. Visco è stato inflessibile. Tutti gli italiani sono stati toccati, dal piccolo proletario al ricco. Un disastro. Ogni singolo italiano si è sentito derubato di tutte le fatiche sudate giornalmente. Soprattutto, per la grande maggioranza del paese è significato conti in rosso, non stare in piedi, essere soffocati da un regime di sinistra ingordo. In molti casi questo è stato vero. Il piccolo cittadino-commerciante italiano se non fa un poco di nero non sbarca il mese. Il piccolo-medio-grande industriale se non froda il fisco è molto facile che vede i conti dell’azienda andare a puttane. Berlusconi ha tuonato che quando le tasse sono troppo alte è giusto evadere, infatti lui è il primo a farlo (senza peraltro averne nessuna necessità).

Sia chiaro, la teoria è bella e giusta e condivisibile praticamente dalla maggioranza degli italiani. Sarebbe bello poter pagare tutte le tasse e avere un rimanente personale che permette di vivere una vita più che dignitosa. Tutti vogliono pagare le tasse e stare bene. Tutti concordano che un 30% totale di tasse sarebbe giusto e divino. Ma dalla teoria alla pratica ci sta un mare immenso. Le tasse superano abbondantemente il 50% e gli italiani non riescono a stare in piedi, che siano dipendenti, commercianti o industriali. Sono tutti più o meno evasori, per disperazione e necessità e spesso per ingordigia e furbizia, del meglio a me che agli altri.

Dipietro perciò diventa giustizialista, perchè la legalità, legittima e corretta e doverosa, è una condanna a morte per ogni italiano medio, attacca la sua sopravvivenza. Questo è il pensiero comune instillato nell’italiano medio.

Veniamo al caso specifico Sardegna. Soru venne eletto con larga maggioranza. Oggi è odiato, vilipeso, visto come viscido, come l’origine della morte economica dell’isola. Io per primo ho criticato molte sue decisioni, io per primo l’ho definito con “fa in Sardegna quello che fa Berlusconi in Italia”. Eppure Soru ha portato avanti un progetto concreto, con risultati importanti, nel bene e nel male. Soprattutto nel bene, osservando l’oggi.

Veniamo ad uno dei motivi più critici che hanno portato a questa clamorosa sconfitta. I vincoli ambientali e la lotta contro la cementificazione selvaggia dell’isola. Questa legge paesaggistica ha impedito un sacco di abusi intollerabili. Ma ha significato la paralisi economica di molte attività. Le imprese edili, i commercianti che campavano dell’indotto procurato dagli appalti e così via. Sono finiti tutti alla fame, maledicendo il giorno che Soru è diventato governatore. Questo significa che intere comunità preferiscono la criminalità di Berlusconi purchè gli si permetta di lavorare e vivere. Significa che la gente non ne vuole proprio sapere di mettersi a fare le cose onestamente e lealmente. Vuole lavorare (e lo fa spaccandosi realmente la schiena), schiacciare la concorrenza, diventare ricco, vuole fare soldi. Non gli importa delle conseguenze, tanto pensa che se non lo fa lui lo fanno tutti gli altri, che lui rimane inculato. Mi sembra la Colombia piena di coltivatori di cocaina, perchè non hanno alternativa al sostentamento. Solo che qui il sostentamento è la casa al mare, le macchine di lusso cambiate ogni due anni, il televisore enorme, le vacanze estive ed invernali, vestiti e feste, cocaina la notte, grande fratello, telefonini come piovesse, vita da nababbo senza freni. Questa è la grande stortura italiana.

Altro caso è La Maddalena. Via gli americani e intera comunità (inclusa Palau) paralizzata, senza principale risorsa economica. Soru ha fatto del male enorme a questa gente. Questo pensano e questo hanno risposto. Fa niente il sottomarino nucleare e la concentrazione radioattiva allarmante in uno dei paradisi del pianeta.

Altro caso è il poligono di tiro di Quirra. Lo stato vuole raddoppiare il territorio, mentre Soru vuole far sparire il poligono, luogo di test di armi non convenzionali, con conseguente inquinamento di nanoparticelle mortali per tutto il territorio. La comunità odia Soru, toglie lavoro e possibilità. La gente vuole vivere e vuole guadagnarsi il pane. Meglio Berlusconi che lascia compiere qualunque abuso.

Si potrebbe andare all’infinito, è un gatto che si morde la coda. L’italiano si vede sempre più povero, sempre verso il peggio e non sa come fare per risalire la china. Vuole tenere il suo stile di vita sopra le righe, sopra le responsabilità, oltre le possibilità reali.

Non è diverso dall’America di Bush … solo quando si è toccato il fondo dell’abisso la gente si è vista costretta a riprendere da zero, rimettere in discussione tutto, a partire da se stessa. Ma quanti sono i milioni di persone senza lavoro? Come se in Italia in meno di tre mesi chiudessero Fiat, Unicredit, Mediaset, Mediobanca, Benetton, BancaIntesa.

L’Italia è diventata luogo di pirati e di disperati incattiviti.

Questo mi rende sgomento più di ogni altra cosa. Non che Berlusconi sia quello che è, ma che l’italiano medio preferisca un criminale invece del ripristino di valori quali l’onestà, il sacrificio, la lealtà, il rispetto, la solidarietà, l’unità, l’uguaglianza, il progetto verso il futuro. L’italiano medio è malato, tossico in costante crisi di astinenza.

L’italiano è scellerato, non si rende minimamente conto di quello che ha combinato con le sue scelte. La storia condannerà Berlusconi ed il suo codazzo vile al seguito, ma condannerà soprattutto questo popolo senza spina dorsale. I figli e i nipoti urleranno la rabbia che gli cova dentro: “Che disastro ci avete lasciato? Non provate un minimo di vergogna?”