Bisogna capire perchè mezzo milione di sardi ha votato per Berlusconi e Cappellacci.
Non si può sostenere che 500 mila persone sono cerebrolese o mancanti di cultura e di intelligenza o, ancora, carenti di dignità e di rispetto. Non ha senso ragionare così, si diventa autoreferenziali e autodistruttivi. Sembrerebbe un comportamento da sinistra estrema che si crogiola nell’ideologia antica del comunismo, si piace e si specchia, ma vive in una realtà parallela, scollegata da quella vera di tutti i giorni.
Bisogna chiedersi come mai tanta gente, in Sardegna, ha deciso di votare Cappellacci senza averlo mai sentito parlare, se non dopo la vittoria elettorale! Diventa necessario interrogarsi sul perchè esista una popolazione tanto numerosa che affida il mandato a Berlusconi. Di questi 500 mila almeno 499 mila sanno benissimo chi e cosa è Berlusconi. Lo sanno che è colpevole nel processo Mills, lo sanno che si è reso impunito con il lodo Alfano, sanno bene che ha il controllo delle Tv e dei Quotidiani. Lo sanno eccome che pensa ai fatti suoi. Pensare che non l’abbiano capito è da stupidi. Eppure lo votano. Perchè? Forse credono alle sue promesse elettorali? Direi proprio di no. Forse credono che pensando a se stesso di conseguenza ne beneficeranno anche loro? Non credo nemmeno questo.
Berlusconi fa palesemente schifo anche a molti suoi elettori. Ecco l’ho detto. Sembrerà incredibile, ma questa è una verità da tenere sempre a mente. Eppure lo votano. Perchè? In 15 anni e più che sta in politica ha mai fatto veramente qualcosa di positivo per il paese Italia? Un’azione o una legge che sia stata davvero il bene collettivo per l’Italia? Pensateci bene, l’ha fatta? NO! Eppure lo votano. Perchè?
Forse allora che siano amati i suoi uomini di governo? Si pensi ad un Gasparri o ad un Alfano qualsiasi. Se scendessero in campo con la possibilità di esprimere delle preferenze, pensate che sarebbero eletti se non caldeggiati da Berlusconi? No, sarebbero cancellati. Eppure lo votano.
Contro Berlusconi dovrebbe vincere anche un mozzicone di sigaretta gettato per strada. Ogni altra soluzione dovrebbe essere migliore di Berlusconi. Invece lui vince e stravince. Perchè?
C’è una risposta drammatica che rende comprensibile questo dilemma che pare insolubile. Una risposta che fa male ma che bisogna necessariamente accettare, punto cruciale da cui partire per pensare seriamente a costruire alternative valide, un nuovo progetto per oggi e per domani. Il cittadino italiano è disperato e, in quanto tale, individualista, egoista, ridotto a belva incattivita, come lo sfiori ti sbrana.
Per capire il problema bisogna partire dall’opposizione, di quando l’opposizione è stata al governo. E partire dalla condizione del cittadino italiano. E mettere insieme le due cose.
Ci si ricorda dell’inizio dell’ultimo governo Prodi? Si urlava la necessità delle liberalizzazioni. Cosa che Bersani mise in atto. Un inferno. Blocco dei taxi e caos totale. Il carburante nei supermercati. Altro grande inferno. La sostanza è semplice e triste. In campagna elettorale tutti chiedevano le liberalizzazioni per rilanciare l’economia e togliere un poco di potere alle lobby. Il problema è quando toccano la categoria a cui appartieni. Tocca gli altri, non me. Infatti Berlusconi e la Lega hanno ben visto di toccare gli stranieri, sono senza difese e senza rappresentanza. Oppure i dipendenti pubblici, altra categoria che ha perso voce e rappresentanza, in quanto i sindacati pensano a se stessi, autoreferenziali e corporazione a difesa del proprio status.
Altro tasto dolentissimo è la lotta all’evasione fiscale, vera goccia che ha fatto traboccare il vaso. Visco è stato inflessibile. Tutti gli italiani sono stati toccati, dal piccolo proletario al ricco. Un disastro. Ogni singolo italiano si è sentito derubato di tutte le fatiche sudate giornalmente. Soprattutto, per la grande maggioranza del paese è significato conti in rosso, non stare in piedi, essere soffocati da un regime di sinistra ingordo. In molti casi questo è stato vero. Il piccolo cittadino-commerciante italiano se non fa un poco di nero non sbarca il mese. Il piccolo-medio-grande industriale se non froda il fisco è molto facile che vede i conti dell’azienda andare a puttane. Berlusconi ha tuonato che quando le tasse sono troppo alte è giusto evadere, infatti lui è il primo a farlo (senza peraltro averne nessuna necessità).
Sia chiaro, la teoria è bella e giusta e condivisibile praticamente dalla maggioranza degli italiani. Sarebbe bello poter pagare tutte le tasse e avere un rimanente personale che permette di vivere una vita più che dignitosa. Tutti vogliono pagare le tasse e stare bene. Tutti concordano che un 30% totale di tasse sarebbe giusto e divino. Ma dalla teoria alla pratica ci sta un mare immenso. Le tasse superano abbondantemente il 50% e gli italiani non riescono a stare in piedi, che siano dipendenti, commercianti o industriali. Sono tutti più o meno evasori, per disperazione e necessità e spesso per ingordigia e furbizia, del meglio a me che agli altri.
Dipietro perciò diventa giustizialista, perchè la legalità, legittima e corretta e doverosa, è una condanna a morte per ogni italiano medio, attacca la sua sopravvivenza. Questo è il pensiero comune instillato nell’italiano medio.
Veniamo al caso specifico Sardegna. Soru venne eletto con larga maggioranza. Oggi è odiato, vilipeso, visto come viscido, come l’origine della morte economica dell’isola. Io per primo ho criticato molte sue decisioni, io per primo l’ho definito con “fa in Sardegna quello che fa Berlusconi in Italia”. Eppure Soru ha portato avanti un progetto concreto, con risultati importanti, nel bene e nel male. Soprattutto nel bene, osservando l’oggi.
Veniamo ad uno dei motivi più critici che hanno portato a questa clamorosa sconfitta. I vincoli ambientali e la lotta contro la cementificazione selvaggia dell’isola. Questa legge paesaggistica ha impedito un sacco di abusi intollerabili. Ma ha significato la paralisi economica di molte attività. Le imprese edili, i commercianti che campavano dell’indotto procurato dagli appalti e così via. Sono finiti tutti alla fame, maledicendo il giorno che Soru è diventato governatore. Questo significa che intere comunità preferiscono la criminalità di Berlusconi purchè gli si permetta di lavorare e vivere. Significa che la gente non ne vuole proprio sapere di mettersi a fare le cose onestamente e lealmente. Vuole lavorare (e lo fa spaccandosi realmente la schiena), schiacciare la concorrenza, diventare ricco, vuole fare soldi. Non gli importa delle conseguenze, tanto pensa che se non lo fa lui lo fanno tutti gli altri, che lui rimane inculato. Mi sembra la Colombia piena di coltivatori di cocaina, perchè non hanno alternativa al sostentamento. Solo che qui il sostentamento è la casa al mare, le macchine di lusso cambiate ogni due anni, il televisore enorme, le vacanze estive ed invernali, vestiti e feste, cocaina la notte, grande fratello, telefonini come piovesse, vita da nababbo senza freni. Questa è la grande stortura italiana.
Altro caso è La Maddalena. Via gli americani e intera comunità (inclusa Palau) paralizzata, senza principale risorsa economica. Soru ha fatto del male enorme a questa gente. Questo pensano e questo hanno risposto. Fa niente il sottomarino nucleare e la concentrazione radioattiva allarmante in uno dei paradisi del pianeta.
Altro caso è il poligono di tiro di Quirra. Lo stato vuole raddoppiare il territorio, mentre Soru vuole far sparire il poligono, luogo di test di armi non convenzionali, con conseguente inquinamento di nanoparticelle mortali per tutto il territorio. La comunità odia Soru, toglie lavoro e possibilità. La gente vuole vivere e vuole guadagnarsi il pane. Meglio Berlusconi che lascia compiere qualunque abuso.
Si potrebbe andare all’infinito, è un gatto che si morde la coda. L’italiano si vede sempre più povero, sempre verso il peggio e non sa come fare per risalire la china. Vuole tenere il suo stile di vita sopra le righe, sopra le responsabilità, oltre le possibilità reali.
Non è diverso dall’America di Bush … solo quando si è toccato il fondo dell’abisso la gente si è vista costretta a riprendere da zero, rimettere in discussione tutto, a partire da se stessa. Ma quanti sono i milioni di persone senza lavoro? Come se in Italia in meno di tre mesi chiudessero Fiat, Unicredit, Mediaset, Mediobanca, Benetton, BancaIntesa.
L’Italia è diventata luogo di pirati e di disperati incattiviti.
Questo mi rende sgomento più di ogni altra cosa. Non che Berlusconi sia quello che è, ma che l’italiano medio preferisca un criminale invece del ripristino di valori quali l’onestà, il sacrificio, la lealtà, il rispetto, la solidarietà, l’unità, l’uguaglianza, il progetto verso il futuro. L’italiano medio è malato, tossico in costante crisi di astinenza.
L’italiano è scellerato, non si rende minimamente conto di quello che ha combinato con le sue scelte. La storia condannerà Berlusconi ed il suo codazzo vile al seguito, ma condannerà soprattutto questo popolo senza spina dorsale. I figli e i nipoti urleranno la rabbia che gli cova dentro: “Che disastro ci avete lasciato? Non provate un minimo di vergogna?”